Croce Patrizia

Edizione 2020: 
Nina la ragazza della luna - Olio su tela - cm 150x100

Cognome: Croce

Nome: Patrizia

In Arte: Patrizia Croce

Indirizzo Studio: Atelier d'arte Patrizia Croce - Via della Piana 11 - CH-6963 - Lugano-pregassona

Indirizzo Mail: info@patriziacroce.com

Sito Personale: www.patriziacroce.com

Tel.: 0041 79 3371563

Tel.: 0041 79 5225287

Titolo Opera n Concorso: Nina la ragazza della luna

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: cm 100 x 150

 

Titolo Opere Non In Concorso:

Alaska - Tecnica: Olio su tela - Dimensioni: cm 100 x 130

Swami - Tecnica: Olio su tela - Dimensioni: cm 80 x 120

Negli occhi di Ilaria - Tecnica: Olio su tela - Dimensioni: cm 60 x 70

Nei Miei Capelli - Tecnica: Olio su tela - Dimensioni: cm 70 x 60

Sahar - Tecnica: Olio su tela - Dimensioni: cm 105 x 75

 

Note Biografiche

L'arte di Croce nasce inizialmente da un talento naturale ereditato dalla famiglia paterna.

Durante l'infanzia, matita, gessi colorati, pastelli diventano strumenti inseparabili che permettono di imprimere ovunque un'anima artistica incontenibile.

 

Inizia a disegnare ovunque; banchi di scuola, muri, selciati, marciapiedi, qualsiasi superficie diventa la sua tavola pittorica.

Nel corso degli anni di scuola adolescenziale "sparge" il suo stile tra i lavori di disegno degli altri studenti, tanto che gli insegnanti d'arte riconoscono inconfondibilmente la sua mano, quasi come fosse un "marchio".

La scuola di grafica pubblicitaria e web designer la avvicina a nuove tecniche, alcune delle quali messe subito in atto con vari lavori su commissione.

 

Ad esempio, la china che pratica su sughero e successivamente su carta per disegni di anatomia facciale.

Croce, grazie a questi ultimi, acquisisce sempre più conoscenza con lo studio dei volti e dei corpi, l'esperienza necessaria per raffigurare su tela i personaggi che diventeranno parte di se in cui imprimere i suoi stati d'animo.

Durante la realizzazione di un dipinto, la tela diventa un tutt'uno con l'artista, tanto che l'opera stessa È l'artista.

Croce non è solo talento.

La sua curiosità la spinge a spaziare dall'arte figurativa, all'iperrealismo, all'astrattismo, al materico.

L'anima dell'artista non può essere imprigionabile; ha la necessità di restare libera di esprimersi all'infinito.

L'intento di Croce rimane comunque la ricerca di diffondere emozioni con l'eleganza dei tratti e la lucentezza dei colori.

 

Esposizioni personali e collettive

2019. Art Gallery Atelier di Diego Velàsquèz, Madrid

2019. "I Mille di Sgarbi" di Vittorio Sgarbi, Magazzini del Sale, Cervia

2017. Spoleto Arte incontra Venezia, curata da Vittorio Sgarbi, Palazzo Grifalcon Loredan, Venezia

2017. Biennale Milano. International Art Meeting. Brera Site, Milano

2017. Spoleto Arte verso Caravaggio, Portomaso, St.Julian's, Malta

2017. Galleria Arconi di Palazzo dei Consoli, Gubbio (PG)

2017. Contemporanei nelle sale del Bramante, Roma

2016. Contemporanei agli Uffizi, Firenze

2016. 1.Triennale d'Arte Contemporanea, Palaexpo, Verona

2015. Evento Panorama d'Italia. Selezionata durante l'esposizione "L'Isola che C'è" premiata a partecipare nella "Sala Rossa"

del Teatro Politeama di Palermo per l'edizione 2015 "Panorama d'Italia" edita da Mondadori

2015. Spoleto Arte, Palazzo Leti Sansi, Spoleto

2015. MEAM (Museo Europeo d'Arte Moderna). Bienal de Arte Barcelona

2015. 2.Biennale d'Arte Internazionale di Palermo. Palazzo Sant'Elia

2014. Art Fair International au Carrousel du Louvre, Musée du Louvre, Parigi

2014. Hotel de Paris. Montecarlo Principato di Monaco

2013. Palazzo Pontificio Maffei Marescotti, "Galleria Della Pigna", Città del Vaticano. Roma

2013. Museo MIIT Torino. Museo Internazionale di arte Moderna e Contemporanea

2013. Esposizione Internazionale a Palazzo Merati, in occasione della 55. Biennale di Venezia

2013. Galleria Itinerart-Cultura. Viterbo

2013. Galleria Spazio Arte Castello Torino

2013. Vibe Gallery Londra

2012. Magia Artigiana. Centro Esposizioni Lugano

2010. Arbedo Castione

2009. Estemporanea/concorso, Bellinzona

 2008. Ascona

2008. Lavertezzo

2008. Arzo

2007. Novazzano

2007. Lavena Ponte Tresa

2007. Casa Mistica, Carona

 2007. Villa Igea presso il Consolato Italiano, Locarno

2007. Free Time Club Lugano

 2007. Bellinzona

2006. Centro esposizioni Giubiasco

2006. Cademario

2006. Vernate

 

Riconoscimenti

2017 Premiata alla Biennale di Milano

2016. Menzione speciale della giuria composta da Luca Beatrice, Angelo Crespi, Estemio Serri, in occasione della 1.Triennale dell'Arte Contemporanea di Verona

2015. Segnalata dal Prof. Vittorio Sgarbi al Premio Internazionale della Cultura, invitata a esporre alla manifestazione "Panorama d'Italia"

2015. Nominata Artista dell’Unicef

2015. Classificata tra i primi 10 alla 2.Biennale Internazionale di Palermo

2015. Segnalazione speciale del Comitato Scientifico alla 2.Biennale Internazionale d'Arte di Palermo

2014. Biennale Principato di Monaco Montecarlo (targa)

2009. Concorso, Bellinzona (riconoscimento premio speciale.

 

Critiche, recensioni e commenti

Quadri di persone e di natura, con gli uni a limitare al massimo la contaminazione degli altri, e viceversa, quasi che si tratti di due campi radicalmente distinti.

Così si potrebbe suddividere la produzione pittorica di Patrizia Croce, facendo eccezione, probabilmente, per un solo tipo di soggetto, quello etnografico, con le persone che stabiliscono finalmente un rapporto organico con la natura quanto più si allontanano dal progresso moderno, e ancora di più dal mondo occidentale, come a paventare un distacco cruciale dal quale non siamo in grado di redimerci.

Vittorio Sgarbi
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“Croce senza croce”.

Dedica del Prof. Vittorio Sgarbi a Patrizia Croce in occasione della 2.Biennale Internazionale di Palermo
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Salvo Nugnes, Milano Art Gallery

Un realismo che regala emozioni uniche.

Le opere di Patrizia Croce sono lo specchio di un'umanità varia e incantevole.

I suoi magnifici ritratti mostrano l'esistenza di diverse culture e l'artista, attenta osservatrice, si accosta con delicatezza al genere umano attraverso quadri che sembrano quasi fotografie, cogliendo particolari espressioni del volto e degli sguardi delle persone raffigurate, capaci di racchiudere una storia formata da un patrimonio di conoscenze e di bellezze.

Il tratto del disegno e l'accostamento dei colori creano un'arte figurativa, nel suo realismo, capace di regalare emozioni uniche.

Salvo Nugnes
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Dott.ssa Caterina Randazzo, critico e storico dell'arte

L'artista che disegna con il colore.

Capolavori del migliore realismo sono le opere di Patrizia Croce, specchio di una umanità variegata, che ritorna, come in una fotografia, a imporre il suo diritto all'esistenza.

Narra di diverse etnie l'artista, ma di volta in volta lo fa con la stessa intensità e lo stesso sguardo da sensibile reporter.

Figlia insigne del realismo italiano, artista di forte tempra, interpreta, con verve critica e analitica, ma al contempo umana, i personaggi di luoghi lontani e affascinanti.

Patrizia Croce fa quindi della tela uno specchio della società umana e dei suoi caratteri e ciò che colpisce è quel senso di verità, l'esattezza delle espressioni, il rigore tecnico nell'applicare i colori e trattare la luce.

Una luce sempre viva, lucente, che affronta, in un'indagine fìsiognomica, il soggetto.

Narrazioni del reale poste in una imbastitura che travalica il dato quotidiano in favore di una visione fatta di luce e colore, un tracciato umano che deduce i caratteri psicologici e morali di ogni suo protagonista, dall'analisi critica del suo aspetto, dalle espressioni, dai lineamenti.

Croce disegna con il colore.

La sua è una bella pittura pastosa, data dall'esaltazione cromatica in gabbie di contorni, una pittura di tradizione ma innovativa.

Vi è infatti un accostamento all'oggetto, a quella realtà osservata e così distante da noi, di immenso rispetto e reso con estrema dignità.

Il realismo dell'Artista Croce si concentra sul volto, ed esso, per la forza del colore e la nota sociale delineata, risulta ben lontano dalla idealizzazione poetica.

Nei ritratti infatti riesce a cogliere i più sottili lineamenti, le caratteristiche rughe d'espressione di ogni volto, ma anche la personalità, l'anima dei personaggi che traspaiono dalle posa ed espressioni.

Egli studia il soggetto cercando di trasmetterne le caratteristiche oggettive.

Il suo realismo appare dunque, vero più che mai, vivo e descrittivo nella sua nudezza e crudità.

Ma è un realismo lontano da quello dei dati tecnici che ci dà la fotografia, la sua è fedeltà al vero che diviene ricerca, introspezione.

L'artista non si limita alla resa fotografica, ma interpreta il tutto in chiave intimista, secondo i dettami di un realismo d'impostazione moderna, in favore di un figurativo che comunica in maniera limpida e spontanea ciò che di più profondo la pittura ha da dire.

Il miracolo del realismo, è proprio quest'esito di realtà e conoscenza storica.

La storia dell'umanità ritrova in Croce un documento emozionante e prezioso e le sue opere parlano come un diario di grande dolcezza e umanità.

Caterina Randazzo
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Dott.ssa Cinzia Folcarelli, membro del Direttivo UCAI Roma

E’ un verismo nato dall’introspezione quello che impronta le opere di Patrizia Croce, caratterizzate da una forte componente emozionale che coinvolge il fruitore catturando la sua attenzione.

Utilizzando sapientemente la pittura ad olio, l’artista riesce a dare vita a volti e corpi, ma anche a paesaggi ed oggetti, concentrandosi soprattutto sulla resa della luce che mette in risalto dettagli e particolari.

Nei ritratti la pittrice è in grado di rivelare con naturalezza gli stati d’animo dei personaggi raffigurati, siano reali o immaginati nella sua mente.

Le maternità ci mostrano la tenerezza ma anche la fierezza di donne molto distanti tra loro per provenienza geografica e stato sociale.

In Swami, del 2009-2010, il profilo di una donna africana, ornata delle tradizioni del suo popolo, guarda lontano, mentre stringe tra le braccia il suo bambino.

Entrambi sono avvolti da un manto purpureo panneggiato ed annodato sul davanti, che nasconde parzialmente il volto del bambino, strettamente ancorato al corpo della mamma.

E’ un’immagine che rapisce il nostro sguardo, che si sposta continuamente dal volto della donna al rosso del manto, dagli ornamenti al bambino.

Questo è possibile perché l’artista è riuscita a creare molteplici punti focali grazie alla resa coloristica e soprattutto all’incidenza della luce sui volti e sulla stoffa, che, pur soffermandosi sul particolare, lascia al nostro sguardo e alla nostra mente la libertà di muoversi all’interno della composizione.

Nel freddo dell’Alaska è ambientata l’omonima opera del 2012, che raffigura anch’essa una maternità.

Anche qui il volto della donna è rivolto verso un non precisato orizzonte mentre il bambino ci guarda intensamente con i suoi occhi penetranti.

Entrambi sono avvolti in pellicce per difendersi dai rigori del clima, che l’artista ha raffigurato con estrema attenzione.

Anche in questo caso la luce dà risalto ai volti, modellandone le superfici.

In entrambe le opere lo sfondo è appena accennato, evanescente, reso con colori dai toni neutri.

Amore e tenerezza è invece un disegno a matita che ci mostra un’immagine universale di una mamma che guarda con amore il proprio neonato.

Interessante è però il taglio fotografico scelto dall’artista, che mostra solo il profilo della donna mentre guarda il bambino appoggiato sulla sua spalla.

Il volto della donna cupamente abbigliata, con un pesante chador nero e una tunica grigia, raffigurata in Sahar, del 2013, ha invece un’espressione colma di malinconia e preoccupazione.

Gli occhi lucidi e la mano con cui si sostiene la testa ci parlano della sua triste condizione esistenziale, dettata sicuramente da condizionamenti imposti da altri.

E’ seduta, appoggiata contro una incannucciata raffigurata dettagliatamente dall’artista.

In realtà non sappiamo se si tratta di un interno o, più probabilmente di un esterno per la presenza dei riflessi di luce, ma in entrambi i casi la sensazione che ci raggiunge è di inquietudine e mancanza di libertà.

Anche in questa opera la luce accarezza l’incarnato modellando i volumi del viso e impreziosendo i tessuti dell’abbigliamento e lo sfondo vegetale.

Cinzia Folcarelli
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Dott.ssa M. G. Todaro, Art Director QueenArtStudio e critico dell’arte

Toccante e profondamente virtuosa, la sua Opera cattura esteticamente l'umanità nella sua vera forma.

Come artista funge da intermediario empatico tra il soggetto che ritrae e lo spettatore.

Più che semplicemente replicare i suoi soggetti Patrizia cerca di capirli.

Cerca di catturarne l'essenza, infondendo loro la propria voce.

E i suoi personaggi comunicano con lo spettatore che vede attraverso i suoi occhi.

Così lo sguardo trascende il piano del quadro e permea in profondità nella psiche del soggetto.

Ci muove in raffigurazioni, conquistati da mani potentemente espressive, volti pensosi, e la carne che appare calda al tatto.

I ritratti di Patrizia Croce pulsano con la vita dei suoi modelli.

I flussi di coscienza di esperienze passate, sentimento e introspezione.

Questo è ciò che significa la realtà di Patrizia, preservare il realismo in una emozione sfumata e nell’espressione che emana dalla gente di popoli lontani che lei dipinge.

La sua padronanza tecnica della pittura ad olio gli permette di rappresentare fluentemente ciò che vede… ma più ciò che sente.

Strati trasparenti di pittura ad olio sono costruiti, formando un reticolo intricato di volti, di capelli e di legami di sangue come quello di una madre a suo figlio, di un fratello e di una sorella, di amicizie felici e luminose.

E questa luce entra e si riflette indietro, infondendo nello spettatore un caldo bagliore.

Un pannello dolcemente indossato con sobrietà, i giochi di luce sul sottile velo sulla sabbia, o la delicata espressione di un bambino.

Patrizia cattura questi modelli di vita meglio di chiunque altro.

Possiamo anche percepire il movimento e la vita sotto le pieghe ondulate dei vestiti.

Il suo stile lo definirei "realismo emotivo".

L’Artista lascia spesso i volti delle sue figure serie o assorte, non solo consegnare l’introspezione alla fantasia dello spettatore, ma anche per consentire di esprimerne la propria emozione senza contaminazioni e di essere affascinati dalla luce che filtra attraverso le cose, inondando le sue Opere intere dai morbidi colori di terre di magici mondi d’Oriente.

Maria Grazia Todaro
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Dott.ssa Enrica Pasqua storico e critico dell’arte

Intensità di colori e di espressione si ritrovano nei volti raffigurati da Patrizia Croce, principalmente femminili, colte nei loro momenti di serenità in un ambiente naturale ed etnico.

Le forme espressive sono ben accennate attraverso la bravura pittorica, l’armonia nella stesura dei colori, nei drappeggi dei tessuti e nelle riproduzioni dei volti.

Le opere sono ricoperte di folgorante tonalità espressiva.

Enrica Pasqua
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Critica degli allievi del professor Luca Mengoni

Un gruppo di allievi del corso di arti visive del Liceo Cantonale di Locarno, accompagnati dal docente della materia, prof. Luca Mengoni e dal vice direttore del Liceo, prof. Vittore Nason, ha compiuto un'esercitazione delle opere in mostra durante l'esposizione collettiva 2007 svoltasi a Villa Igea a Locarno.

Gli allievi sono stati invitati a indicare quale opera aveva la loro preferenza e a redigere un breve testo illustrando i motivi della loro scelta.

Ogni allievo ha letto il proprio giudizio di fronte all'opera prescelta.

Alcuni estratti:

"Patrizia Croce è l’artista che più mi ha colpito, in questi pochi minuti, in cui ho cercato non tanto di osservare la tecnica con cui dipinge, ma piuttosto di capire quali emozioni hanno suscitato in me le sue opere, il realismo delle immagini soprattutto."

"La pittrice è riuscita a fare in modo di catturare l’attenzione dell’osservatore con gli sguardi dei soggetti, che hanno un’espressione e una profondità quasi reale.

Si ha l’impressione che anche i soggetti del dipinto possano guardare e non solo essere guardati.

Un ulteriore particolare che rafforza l’importanza del soggetto sono gli sfondi, molto meno dettagliati, quasi sfumati."

 

Patrizia Croce
Alaska - Olio su tela - cm 100x130
Swami - Olio su tela - cm 80x120
Negli occhi di Ilaria - Olio su tela - cm 60x70
Nei miei capelli - Olio su tela - cm 70x60
Sahar - Olio su tela - cm 105x75