Mantisi Cristina

Edizione 2020: 
Foglie di ghiaccio - Digital art su tela - cm 50x75 - € 300.00

Cognome: Mantisi

Nome: Cristina

Indirizzo: Via Cigliuti 7/1 - 17100 - Savona

Indirizzo Mail: mantisi.cristina@virgilio.it

Tel.: 391 1118291

Titolo Opera In Concorso: Foglie di ghiaccio

Tecnica: Dgital art su tela

Dimensioni: cm 50 x 75

Prezzo: € 300.00

 

Note Biografiche

Nata in un primo momento per curiosità, l'Arte Digitale (Digital Art) è un'espressione artistica a cui mi sono appassionata ormai da anni dopo un iniziale percorso più classico (ceramica e pittura acrilica).

La ricerca di nuove immagini da poter elaborare cercando colori ed effetti secondo la mia ispirazione è una continuo lavoro sempre in movimento, mai giunto alla fine.

Ho partecipato a molte mostre collettive sia in Italia che all'estero.

Ne cito qualcuna:

Mostre in Italia:

Roma – Torino – Venezia – Genova – Milano – Perugia – Sanremo – Spoleto – Gubbio – Bolzano – Albenga – Imperia – Bergamo - Vieste - Firenze.

A Genova personali e collettive presso Satura Art Gallery – al Galata, Museo del Mare e alla Commenda.

Nel 2015 all'Expo di Milano presso il padiglione della Cina.

Abbazia di Montelabate (PG)

 

Mostre all'estero:

Istanbul - Berlino - Sydney - Hangzhou (Cina) - Parigi – Montreal (Canada) - Oxford Castle (UK) -

San Pietroburgo e Mosca - New York - Saint Dié Des Vosges – Philadelphia – Asuncion (Paraguay) – Akureyri Art Museum (Islanda).

 

 

Gioie e dolori della tecnologia, avrebbe mai immaginato Mc Luhan l’evolversi di quei media che classificò e studiò in modo così attento e preciso?

Di fatto da qualche decennio la tecnologia ha invaso molti ambiti, finendo per costituire una sorta di panacea che rende tutto possibile, grazie alla sola abilità tecnica, in molti casi sostituendosi a deficienze di tipo creativo e culturale.

Per quanto l’argomento sia controverso e fonte di polemiche, la realtà che fino a poco fa sembrava dar torto a chi lanciava l’allarme in tal senso, sembra oggi, essere suffragata dalle neuroscienze.

Il mezzo di per sé è neutro e non può da solo costituire e sostituire l’ingegno umano, con il carico di elementi di tipo emotivo, intellettivo e culturale.

Cristina Mantisi dimostra magistralmente come il sostegno di una mente creativa possa invertire il concetto stesso di utilizzo tecnologico sul piano dell’Arte e della libera espressione.

Nelle sue opere il mezzo è assoggettato all’idea precisa che l’Artista ha maturato sul piano creativo, non ne condiziona il valore semantico e tantomeno assoggetta il messaggio alle pure funzioni tecniche.

Cristina Mantisi riesce a produrre opere di grande impatto, opere che catturano il fruitore costringendolo a fermarsi nella ricerca del senso e di quello spazio che, nelle sue opere, assume valore formale e concettuale.

Sapiente la scelta cromatica che accompagna geometrie informali e movimento costante, a proporre spazi alternativi, simili a quelli della mente in stato di sonno.

Sembrano opere partorite direttamente nella fase Rem, tutto è possibile anche rendere l’impossibile.

Di fatto le opere di questa artista hanno articolato un messaggio proprio, interno, denso di emotività che, attraverso stimoli puramente visivi, catturano l’immaginario e la sensibilità del singolo, trascinandolo nel vortice infinito che le caratterizza.

Confesso che le opere di Cristina mi hanno creato, talvolta, qualche problema, la forza emotiva che si sprigiona dai colori e dal movimento, ha creato in me uno stato di disagio (positivo) tale da essere costretta a distogliere lo sguardo e l’attenzione.

Hanno effetto ipnotico e l’attenzione è catturata in modo totale, assoluto.

Trovo straordinaria la capacità di questa artista nel trasportare l’emotività allo stato puro, il sogno, l’illusione dell’attimo, l’idea stessa, sul supporto attraverso il medium.

Qui la differenza, qui il talento, non più una fredda ricerca estetica, fine a se stessa, bensì l’espressione altamente creativa di una mente progettuale collegata a mente, cuore e spirito.

Un plauso per aver saputo inventare e utilizzare il mezzo, al massimo delle potenzialità sempre asservite al pensiero creativo e la comunicazione emotiva.

                                                                                                                                          Stefania Maggiulli Alfieri

 

 

La digital art di Cristina Mantisi descrive una nuova idea della quotidianità, reinventata attraverso nuove forme e colori.

Immagini fortemente innaturali o più classici paesaggi ambientati nell'artificiosità di contrasti tonali netti e marcati sono i presupposti per nuove esperienze percettive create ponendo uno sguardo attento, senza dimenticare quegli elementi all'apparenza più ovvi e scontati, che modificati possono assumere tutt'altro significato e altrettante nuove chiavi di lettura.

Nulla è tralasciato in questo universo di colore immateriale, prodotto esclusivo della rielaborazione digitale: figurativo e astratto, panorami e soggetti immaginari, mulinelli colorati che catturano con il potere di un immaginaria forza centrifuga mentre spigoli vivi squarciano il velo nero del fondo per mostrare perentoriamente la loro presenza.

Pura esperienza visiva legata all'illusorietà dei soggetti astratti, in cui però non mancano accenni alla profondità spaziale oltre che a una inconsueta componente materica, parte estremamente interessante nei lavori della Mantisi.

Non si tratta ovviamente di una matericità tradizionalmente intesa, di quella tangibile ottenuta con del colore sporgente dal supporto: qui tutto è basato esclusivamente sul piano compositivo-concettuale, sulla virtualità di una materia generata da pixel colorati visibili all'occhio nelle loro tessiture estremamente variabili; materia dalla scabrosità mutevole, reale alla vista ma immaginaria al tatto, struttura granulare che parallelamente da vita ad equilibrate superfici opache e assorbenti contrapposte alle lucide zone tonali e compatte, dall'effetto vagamente metallico, fluidamente disposte nello spazio per consentire allo spettro cromatico, e contemporaneamente alle strutture formali, di raggiungere il campo delle infinite possibilità espressive.

 

                                                                                                                                   Andrea Rossetti (Satura Art Gallery)

 

 

 

 

 

Cristina Mantisi