De Mucci Rosalba
Cognome: De Mucci
Nome: Rosalba
Indirizzo: Via Varzi 1/24 - 20020 - Arese - (MI)
Indirizzo Mail: arterosa12008@libero.it
Sito Personale: www.arterosa.it
Tel.: 02 9384143
Tel.: 348 7444642
Titolo Opera In Concorso: Donne in attesa
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: cm 100 x 70
Prezzo: € 1000.00
Note Biografiche
Rosalba De Mucci è una pittrice, disegnatrice, figurinista , disegnatrice di vetri di Murano.
Ha studiato presso il Liceo Artistico di Venezia sotto la guida di Gastone Breddo e Guido Cadorin.
Ha inizialmente lavorato come figurinista per una importante casa di moda e riviste del settore. Dal 1970 ad oggi ha esposto in
numerose mostre e ha conseguito importanti premi e riconoscimenti.
Ha partecipato a importanti rassegne in Italia, Francia (Palazzo Unesco, Parigi), Spagna e USA (Los Angeles).
E’stata promotrice del manifesto “Donne in arte valete!” (1998). E’ presente dal 1971 nei principali cataloghi di pittori italiani
contemporanei.
Soggetti: figure e tematiche sociali, immagini della alienazione e della ritualità’ delle masse, maschere evocanti stati d’animo,
paesaggi, gente al lavoro, scene di vita, cavalli.
Tecniche: olio su tela, cartone, legno.
Conosco bene Rosalba de Mucci e la sua pittura. Rosalba è una pittrice professionista e ha dipinto e venduto in
oltre 50 anni di attività almeno 2500 quadri.
In tutto quest’ arco di tempo è stata sempre fedele al modo di dipingere degli esordi.
Anche se si è misurata con tutti i tipi di supporti e tipologie di colori predilige l’uso dell’olio su tela.
E’ una dei pochi pittori che fa uso di tele a sfondo nero, qualche vota disponibili in commercio ma più spesso con il
fondo preparato da lei stessa prima di iniziare il dipinto vero e proprio.
Le zone non coperte da colore rimangono quindi nere, invece che bianche.
Questo conferisce al dipinto un’aura speciale che esalta la sensazione di atmosfere e personaggi ‘sospesi nel
tempo’ in cui ciò che l’artista vuole comunicare è assimilabile a una sorta di ‘neo-espressionismo’.
I personaggi di Rosalba appaiono statici, cristallizzati in un’azione, quasi sorpresi in un gesto, in una postura che
mettono a nudo la loro condizione interiore. Ciascuno di essi appare spesso isolato, avulso da quanto gli accade
intorno, non comunicante con gli altri personaggi del dipinto, quasi Rosalba avesse interiorizzato la lezione
Hopperiana. Spesso le figure umane hanno occhi lasciati scuri, senza pupilla: Rosalba non intende a dipingere una
persona ma un personaggio.
Quando Rosalba de Mucci inizia un quadro ha già in mente come dovrà apparire la tela finita e non riesce a
immaginarlo diverso: lo deve dipingere esattamente come lo ha in testa.
Rosalba predilige l’uso della spatola di piccole dimensioni e solo per qualche dettaglio ricorre al pennello.
Anche se padroneggia la tecnica del disegno a lei non interessa che il disegno del soggetto appaia preciso
, fotografico, il suo stile di pittura richiede il contrario, bastando che sia chiaramente riconoscibile il gesto, la
situazione, il messaggio emotivo. I colori usati sono spesso pieni, saturi, a volte volutamente violenti (i rossi, i
gialli) perché funzionali al soggetto o al messaggio. Laddove è indispensabile la pittrice usa un chiaroscuro senza
venature.
I temi trattati più frequentemente da Rosalba de Mucci sono scene di vita quotidiana, figure e tematiche sociali,
immagini della alienazione e della ritualità delle masse, maschere evocanti stati d’animo, paesaggi, gente al lavoro,
scorci cittadini, ballerini, scene oniriche.
Il comune denominatore è il messaggio che la pittrice ha elaborato in se stessa e che avrebbe difficoltà a esprimere
a parole ma che sorge spontaneo dalla sua mano sulla tela.
I suoi personaggi spesso sono rappresentati come Pierrot, Pulcinella o Arlecchini. I primi, i Pierrot, a
rappresentare la gente semplice, umile, che combatte una quotidiana battaglia in un mondo ingiusto e opprimente. I
secondi, i Pulcinella, a rappresentare, i ciarlatani, i superficiali, gli edonisti comici nella loro tragicità, i terzi, gli
Arlecchini, a rappresentare chi ha un qualche potere, chi tira le fila, chi vuole decidere per gli altri, chi è, appunto,
‘servo di due padroni’.
Il comune denominatore delle opere di Rosalba, pur nella loro grande varietà, è di non giudicare ma capire, di
porsi umanamente dalla parte del perdente e non del vincitore, di chi coniuga l’essere e non l’avere, di chi ha una
sofferenza interiore, nella consapevolezza che la condizione umana è l’unica cosa immutabile.
Livio Rosai
