Cuniberto Romilda
Cognome: Cuniberto
Nome: Romilda
Indirizzo Studio: Via Andrea Costa 23 - Grugliasco (TO)
Indirizzo Mail: romilda.cuniberto@gmail.com
Tel.: 333 2187153
Titolo Opera In Concorso: Infinito Vuoto
Tecnica: Altorilievo
Dimensioni: cm 80 x 60
Note Biografiche
Docente di Discipline Plastiche e Scultoree - Liceo artistico "R. Cottini" - Torino
Titoli di studio
Diploma di Liceo Artistico.
1984 - Diploma Accademico - Accademia di Belle Arti, corso Scultura, conseguita presso
l' Accademia Albertina di Torino.
2007 - Laurea specialistica in Arti Visive e dello Spettacolo, indirizzo "Scultura", conseguita presso
l' Accademia Albertina di Torino.
Mostre
Oltre a numerose partecipazioni ad eventi collettivi, ultime mostre:
2007 - mostra collettiva, "Piacere Temporaneo" presso Palazzo Lascaris - Via Alfieri, Torino
2008 - mostra marzo 2008, presso galleria Martinarte - c.so Siracusa 24 A - Torino
2009 - mostra collettiva "Arte in Luce" presso Villaggio Olimpico - Torino
2010 - mostra collettiva presso "Salotto dell'Arte"
2011 - Galleria Ariele - Torino
2011 - Galleria d'arte Zamhenof - Milano
2011 - Galleria d'arte Il Rivellino - Ferrara
2012 - Biennale dell'Arte a Torino - Torino Esposizioni
2013 - 2014 - 2015 - mostra collettiva presso la Sala Consiliare del Comune di Borgone di Susa
2015 - mostra collettiva presso Palazzo Lomellini - Carmagnola
Ricerca
La tematica si accentra nella "dimensione vuoto" ed è parte di una ricerca sviluppata attraverso più soggettiplastici, sulla rappresentazione del "vuoto" come spazio metafisico e punto d'origine dei "pieni".
E' un invito all'osservatore a fare esperienza attraverso l'accesso allo spazio vuoto.
Infinito, Vuoto
è il punto di arrivo si un iter di ricerca condotto negli anni che ha visto l'artista indagare ed esperire attraverso le sue opere il concetto di "vuoto positivo" in scultura.
il concetto di Vuoto a cui lei fa riferimento, nella sua lunga indagine di "ricercatrice laica" (come ama definirsi) è qiello di matrice estremo orientale, nucleo di esperienze filosofiche taoiste, infinita condizione di possibilità e condizione necessaria per l'emergere e l'esistere di un "pieno"
La scultrice ripercorre il filone artistico che vede il vuoto assumere un ruolo attivo di scultura; come non pensare alle prime cavità, non semplici interstizi, scavate da Moore belle sue opere?
In esse si percepisce la complementarietà di forma e spazio ed una nuova dignità per il concetto di spazio cavo che si fa denso, come riempito d'aria, fulcro energetico e non elemento passivo.
Ma qual'è l'origine dell'opera presentata dall'artista?
Quali sentieri e Vie ha percorso la sua mente prima di concretizzare questo candido vortice di energia?
Grande significa oltrepassare
grande significa andare lontano
grande significa tornare.
Lao-Tzu
Ripercorriamo con lei alcune di queste vie percorse, esplorate lungamente e strumento di ritorno artistico.
La scultura presentata non deriva da una visione geometrica, algida, razionale, non tende alla rigida perfezione; non nasce da calcoli e curve geometriche bensì contiene in sè l'eleganza dell'imperfezione, quel quid impalpabile che anima ogni forma vivente, viva, pulsante e non cristallizzata della morte.
Non avendo un punto di vista rigido e geometrico, l'opera si sottrae ad una visione statica, ci suggerisce vari punti di vista, in sua presenza siamo assaliti da una sorta di spiazzamento, un impulso a muoverci, ad esplorare lo spazio attorno ad essa alla ricerca di nuove prospettive; movimento dello sguardo che si fa movimento metafisico, niente è mai come appare ad un primo sguardo, vi è sempre un "oltre" da percorrere e indagare.
Quel Vuoto ci chiama, ci invita ad entrare in un tunnel che sembra connettere due realtà, due piani di esistenza, due mondi e due tempi, per riportarci all'Origine di ogni cosa.
Non avendo un colore, o meglio essendo il colore di Infinito, Vuoto il bianco, equivalente alla somma di tutti i colori, non può che condurci sul cammino della Luce, e di tutte le simbologie ad essa collegate, Luce come emanazione di un Assoluto in cui forma e materia coesistono dalla notte dei tempi e per l'eternità in una "Danza Cosmica" creatrice.
La superficie di quest'opera, la sua epidermide, trasmette ulteriormente questa tensione, questa ricerca di assoluto, di "smaterializzazione della materia".
Ulteriore via percorsa dalla nostra scultrice nella sua lunga esplorazione del crinale degli "opposti complementari" di vuoto-pieno, luce-buio, forma-materia, peso-levità.
nell'opera la parte centrale vuota fungeda "attrattore gravitazionale" che come un vortice condensa e moltiplica l'energia che la massa emana oltre i suoi confini materiali, abbiamo così modo di "sentire" e "vedere" proseguire nel vuoto le forme curve che si estendono oltre i propri contorni fisici.
La scultrice ci suggerisce come il vuoto si riempia e il pieno di svuoti in una sorta di "respiro" cosmico, vitale e onnipresente nelle formw della natura a cui si ispira: foglie, fiori, conchiglie, galassie spiraliche, con le loro dolci curve commuovono e incantano, catturano la sensibilità di chi ha occi in grado di vedere...
Carla Bidone
